ANDRÉ CORBEAU E L'IMMAGINARIO LEONARDIANO O LEONARDESCO NELLA FRANCIA DEL SECONDO DOPOGUERRA

La personalità singolare d'André Corbeau (1898-1971) è conosciuta solo dagli specialisti nel campo particolare degli studi su Leonardo da Vinci, soprattutto per il suo ruolo nella scoperta dei due codici di Madrid. Ma nella sua vita e nei suoi scritti, dove è questione di filologia e belle arti...

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Detalles Bibliográficos
Autor principal: Silvia Fabrizio-Costa; Université de Caen Normandie/LASLAR
Formato: Trabajo revisado (Peer-reviewed)
Lenguaje:it
Publicado: Passeurs - La literatura italiana fuera de Italia (1945-1989): recepción e imaginario 2023
Acceso en línea:http://eventosacademicos.filo.uba.ar/index.php/CIP/Passeurs2021/paper/view/7001
https://repositoriouba.sisbi.uba.ar/gsdl/cgi-bin/library.cgi?a=d&c=cip&d=7001_oai
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Sumario:La personalità singolare d'André Corbeau (1898-1971) è conosciuta solo dagli specialisti nel campo particolare degli studi su Leonardo da Vinci, soprattutto per il suo ruolo nella scoperta dei due codici di Madrid. Ma nella sua vita e nei suoi scritti, dove è questione di filologia e belle arti come pure di promozione turistica, museografia, organizzazione di istituzioni culturali, ecc., Leonardo e /o il suo mito sono stati una molla potente di creazione e di diffusione di un immaginario italiano in Francia in un momento preciso della storia culturale tra i due paesi: un secondo dopoguerra problematico. Analizzare sia pure rapidamente alcune delle erudite realizzazioni di Corbeau (dalla biblioteca «Corvina de Vincianis» ai vari copioni di film su Leonardo da lui progettati) può aiutare a mettere in luce come la cultura italiana in Francia passi ancora una volta attraverso la mitizzazione dei grandi artisti del Rinascimento e la loro  mediazione. O come certe immagini artistiche, la loro pregnanza e trasmissione, possano incidere su un'esistenza individuale trasformandola. Grazie all'immaginario leonardiano nella Francia della Quarta Repubblica (1946-1958), scossa dalle conseguenze della collaborazione di Vichy e dalle crisi dell'impero coloniale in disfacimento, un anonimo provinciale diventa un indiscutibile testimone della forza del patrimonio culturale italiano e un suo passeur d'eccezione.